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null (ptn) Narni, vicenda vendita compendio industriale di Nera Montoro, nota del Comune sul decreto del tribunale: “L’acqua pubblica non si vende”

(ptn) Narni, vicenda vendita compendio industriale di Nera Montoro, nota del Comune sul decreto del tribunale: “L’acqua pubblica non si vende”


04 luglio 2026
palazzo del comune

TERNI – 4 LUG – Il Comune di Narni ha diffuso una nota nella quale fa riferimento alla questione delle falde idriche pubbliche ricadenti nel compendio industriale di Nera Montoro. Di seguito la nota:

“Il Tribunale di Milano, sezione Crisi di Impresa, con decreto del 24 giugno 2026, ha definito il procedimento promosso dal Comune di Narni in merito alla vendita del compendio industriale di Nera Montoro, nell’ambito della liquidazione giudiziale della società proprietaria, accogliendo le osservazioni formulate dall’amministrazione comunale e disponendo la rinnovazione della procedura di vendita sulla base di un avviso e di una perizia integrati.

La decisione del Giudice rappresenta un importante riconoscimento dell’azione intrapresa dal Comune, che fin dall’inizio è intervenuto per tutelare un bene pubblico fondamentale: l’acqua. La decisione del tribunale conferma la correttezza e la fondatezza dell’azione amministrativa intrapresa dal Comune di Narni. La difesa dell’acqua pubblica, la trasparenza delle procedure e la tutela dell’interesse generale continueranno a rappresentare i principi guida dell’azione dell’amministrazione comunale.

La procedura di vendita bandita nei mesi scorsi riguardava infatti un sito industriale che comprende anche una rete idrica alimentata dalle sorgenti Colle Nibbio e Cavour. L’amministrazione comunale ha immediatamente evidenziato come la documentazione di gara, pur descrivendo le infrastrutture idriche esistenti, non chiarisse un elemento essenziale: la concessione di derivazione dell’acqua pubblica non si trasferisce automaticamente con l’acquisto degli immobili, ma l’eventuale subentro è subordinato a una specifica valutazione dell’autorità competente, secondo quanto previsto dalla normativa di settore.

Per il Comune era pertanto indispensabile che tutti i potenziali partecipanti alla gara disponessero di un quadro informativo completo e trasparente e che non si generasse alcuna confusione tra due piani distinti: da una parte la proprietà delle particelle ricomprese nel compendio industriale e dall’altra la disponibilità e la gestione della risorsa idrica, che costituisce un bene pubblico da tutelare nell’interesse dell’intera comunità.

Il Tribunale ha condiviso questa impostazione, disponendo la rinnovazione della procedura di vendita sulla base di una nuova documentazione e di una perizia integrata, nella quale viene espressamente precisato che la concessione idrica non è automaticamente trasferibile all’aggiudicatario e che ogni eventuale subentro richiede un autonomo provvedimento dell’autorità concedente. È inoltre opportuno ricordare che le particelle oggetto della procedura di vendita non coincidono con l’intera area industriale di Nera Montoro.

Il sito, infatti, è già oggi frammentato e frazionato e ospita al proprio interno diverse attività produttive pienamente operative. Per questo motivo è necessario evitare rappresentazioni semplificate o fuorvianti della vicenda. Negli ultimi giorni sono emerse ricostruzioni e proposte che ipotizzano l’acquisizione pubblica di parte dell’area. Come già chiarito in Consiglio comunale, si tratta di ipotesi che non risolverebbero le questioni poste dalla vicenda, né inciderebbero sul regime giuridico della concessione idrica o sulla disciplina urbanistica delle particelle interessate.

Occorre inoltre interrogarsi con grande senso di responsabilità su quale interesse pubblico concreto potrebbe giustificare l’utilizzo di risorse pubbliche, e quindi delle risorse di tutti i cittadini di Narni, per l’acquisto di una singola porzione del compendio. Ben diverso è il compito che l’amministrazione comunale ha assunto e continuerà ad assumere: vigilare affinché siano sempre salvaguardati i beni pubblici, a partire dall’acqua, seguire con attenzione gli sviluppi della nuova procedura di vendita e verificare quali attività produttive potranno insediarsi nell’area, nella piena tutela degli interessi del territorio e della comunità”.    
(ptn/red 259/26)

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