(ptn) Amelia, inaugurata al Museo civico la mostra “Sguardi di donna”
(ptn) Amelia, inaugurata al Museo civico la mostra “Sguardi di donna”

TERNI – 9 MAR – E’ stata inaugurata il 7 marzo al Museo civico archeologico e Pinacoteca di Amelia la mostra “Sguardi di donna, opere del Novecento italiano” che rimarrà visitabile fino al 30 giugno. L’evento, aperto in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è organizzato dal Comune di Amelia in collaborazione con la cooperativa l’Orologio e riunisce un significativo nucleo di opere provenienti dalla collezione di Luciana Conti-Paladini.
La mostra propone ritratti, profili, nudi e figure femminili che non restituiscono un’immagine univoca della donna, ma una pluralità di visioni: intime, simboliche, talvolta severe, talvolta profondamente interiori. Agli sguardi degli artisti si affianca quello, silenzioso ma decisivo, della collezionista, una donna che osserva altre donne, scegliendo e custodendo queste opere con cura e sensibilità.
Figura di grande spessore culturale, Luciana Conti (Milano, 1912–Amelia, 1992), pubblicista e attivista impegnata anche in iniziative civili a sostegno delle vittime di tragici eventi naturali tra gli anni Sessanta e Settanta, condivise con il marito Aldo Paladini esperienze letterarie e di viaggio. Dopo la sua scomparsa l’archivio e la biblioteca di famiglia sono stati donati al Comune di Amelia, contribuendo ad arricchire il patrimonio culturale cittadino. Fra le opere esposte si annoverano:
Mino Maccari con Ritratto di donna (1950 ca.), dove pochi tratti incisivi e colori vibranti esprimono malinconia, sensualità e tensione interiore.
Fausto Pirandello con Le lavandaie o secondo le ultime interpretazioni Donne che fanno la toletta (1940 ca.), scena intima costruita attraverso una materia pittorica densa e corposa.
Giuseppe Capogrossi con Pensiero di donna (1938), disegno a penna e inchiostro in cui il segno diventa emotivo di introspezione e malinconia.
Antonio Corpora, autore di una sensuale Donna seduta, caratterizzata da un tratto rapido ed essenziale che coglie la psicologia e la sensualità.
Emilio Greco con un Nudo (1960 ca.) di intensa plasticità e morbidezza compositiva.
Carlo Levi con Ritratto di donna (1930 ca.), opera di forte introspezione psicologica realizzata durante il soggiorno fiorentino.
Massimo Campigli con Donna con aureola (1960), figura solenne e arcaica, sospesa tra sacralità e modernità.
Il titolo “Sguardi di donna” nasce da una scelta precisa e profondamente identitaria. Non si riferisce soltanto agli sguardi rappresentati nelle opere, quelli delle figure femminili ritratte dai pittori, ma anche e soprattutto allo sguardo della collezionista. La raccolta Conti-Paladini si distingue infatti per un dato significativo, l’assenza di raffigurazioni maschili nella raccolta non è una mancanza, ma un’affermazione. Il segno di una scelta culturale e politica che restituisce centralità all’universo femminile, in linea con il pensiero e l’impegno di una donna che visse con intensità il dibattito femminista del suo tempo”. (ptn/red 106/26)