(ptn) Amelia, al Teatro Sociale la mostra “Aenigma” del fotografo Maurizio Galimberti che scompone il colosso bronzeo del Germanico
(ptn) Amelia, al Teatro Sociale la mostra “Aenigma” del fotografo Maurizio Galimberti che scompone il colosso bronzeo del Germanico
(ptn) Amelia, al Teatro Sociale la mostra “Aenigma” del fotografo Maurizio Galimberti che scompone il colosso bronzeo del Germanico

TERNI – 22 LUG – Apre ad Amelia la mostra “Aenigma” del fotografo Murizio Galimberti che prende a soggetto il Germanico. Di seguito il comunicato: “Il soffio del bronzo, la memoria del frammento. Esiste un silenzio lungo secoli che solo la terra sa custodire. Il 3 agosto 1963, ad Amelia, quel silenzio si è spezzato. Dal buio del sottosuolo è riemerso un dio caduto, un principe di bronzo mutilato e diviso: il Germanico. Oltre sessanta frammenti di un’identità dispersa, ferite aperte sulla pelle metallica di una statua che la storia aveva ridotto in pezzi. Quella scoperta non fu solo un ritrovamento, ma l'apparizione di un enigma. Un corpo spezzato che chiedeva di essere ascoltato, amato e ricomposto. La statua, restaurata e riassemblata grazie ad un lavoro decennale, è conservata al Museo Civico Archeologico di Amelia (www.ameliamusei.it).
Da un concept di Fabrizio Razza nasce così Aenigma, dialogo tra archeologia e arte contemporanea.
Lo sguardo di Maurizio Galimberti si posa su quelle antiche ferite con la delicatezza di una carezza e la forza di una rivelazione. Attraverso il suo celebre mosaico fotografico, l'artista compie un rito speculare e inverso: scompone per ritrovare l’anima. Non spezza la materia, ma la libera dalla sua prigione di bronzo e di tempo. Sotto il suo obiettivo, il volto austero del generale si frammenta in decine di sguardi, l'armatura vibra, il metallo sembra respirare. Ogni tassello fotografico diventa un battito di ciglia, un istante sottratto all'eternità.
Aenigma è il luogo in cui queste due scomposizioni si abbracciano. La frattura dolorosa della storia incontra la frammentazione poetica dell'arte contemporanea.
Questa immensa opera di 40 metri quadrati si dispiega nella platea del Teatro Sociale di Amelia, con i pannelli sospesi a un metro da terra, trasformando lo spazio teatrale in un altare della memoria. Dai tre ordini di palchi, il visitatore è chiamato a guardare dall'alto la bellezza che si ricompone e a seguire con lo sguardo la trama di questo scavo dell’anima. È un invito a perdersi nel mistero del non detto, a provare lo stesso brivido, lo stesso stupore di chi, nel 1963, vide riaffiorare quei pezzi di bronzo dalla polvere.
La fotografia di Galimberti non documenta, ma evoca. Non mostra il passato, lo rende presente. Davanti a questa costellazione di immagini, siamo noi visitatori a dover compiere l’ultimo gesto: unire i frammenti con il filo invisibile della nostra emozione, per ridare vita all'enigma.
Vernissage domenica 26 luglio 2026, h. 18:30 al Teatro Sociale di Amelia. La mostra rimarrà aperta fino al 13 settembre nei seguenti orari. Dal lunedì al venerdì: 11:00 – 13:00 / 17:00 – 20:00. Sabato e domenica: 11:00 – 13:00 / 17:00 – 22:00.
L'Artista dello Sguardo: Maurizio Galimberti Instant Artist Polaroid
Maurizio Galimberti (Como, 1956) non fotografa il mondo: lo riascolta, lo scompone e lo ricama di nuovo. Celebrato a livello internazionale come il "pioniere del mosaico fotografico", Galimberti ha trasformato l'istantanea in uno strumento di indagine interiore e di scomposizione poetica.
Il suo viaggio artistico inizia con la Polaroid, un mezzo scelto per la sua immediatezza e per la sua capacità di farsi materia viva, per poi evolversi e abbracciare le nuove tecnologie, mantenendo intatta la stessa urgenza creativa. Influenzato dal Cubismo di Picasso e dal Futurismo di Balla, Galimberti rompe la staticità dell'immagine unica per inseguire il movimento e la molteplicità dell'essere.
Il suo obiettivo è una lama di luce che seziona lo spazio e il tempo, raccogliendo frammenti di realtà per poi ricomporli in una sinfonia visiva. Nei suoi celebri ritratti di icone del cinema e dell'arte, così come nelle sue esplorazioni del paesaggio e delle grandi sculture della storia, l'immagine finale non è mai una semplice somma di dettagli, ma un'architettura di emozioni.
Per Galimberti, il tassello fotografico è un atomo di memoria, un battito del cuore, un frammento di tempo sospeso. Nella sua continua ricerca sull'antico e sul contemporaneo, l'artista si fa archeologo del presente, dimostrando che solo frammentando la realtà si può sperare di sfiorarne l'anima e di svelarne l'eterno enigma.
Interventi istituzionali e partner
La mostra è offerta per gentile concessione di Mic – Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l'Umbria, che nell'ambito del proprio ruolo attivo di divulgazione e conoscenza dell’immagine della statua come parte del patrimonio culturale dello Stato, ha autorizzato la riproduzione delle immagini fotografiche del Germanico per la realizzazione della installazione fotografica monumentale a cura dell’artista Maurizio Galimberti. La stessa mostra è organizzata dall'associazione Arte di Esporre in collaborazione con Red Photographic Dark Room. Sponsor: L'Orologio Bu Cultura, Amelia Musei, Polaroid.
Il Comune di Amelia ha sostenuto l'iniziativa, che viene così salutata dall'assessore alla cultura, Luigia Moscatelli: “L'inaugurazione della mostra del Maestro Galimberti rappresenta un momento di grande valore per la nostra comunità e per la vita culturale della città.
Accogliere nel nostro teatro un artista capace di raccontare non solo il Germanico ma in qualche modo anche il territorio con uno sguardo originale e profondo significa offrire ai cittadini l'opportunità di riscoprirne l'identità, la storia e la bellezza attraverso il linguaggio dell'arte.
Il Maestro Galimberti, con sensibilità e creatività artistica, riesce a promuovere e a restituire nuova vitalità al Germanico, invitandoci a guardarlo con occhi diversi, cogliendone sfumature, memoria e potenzialità.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Fabrizio Razza e a tutti i suoi collaboratori per il grande lavoro organizzativo svolto con passione, competenza e determinazione. Il suo impegno non è mai venuto meno, nemmeno di fronte alle difficoltà, e finalmente stiamo per celebrare il risultato di un percorso costruito con perseveranza e pazienza, ma soprattutto amore per la nostra città e le sue bellezze.
Come Assessore alla Cultura, sono orgogliosa di vedere finalmente realizzata questa mostra e di poterla accogliere nel nostro teatro, un luogo che continua a essere casa della cultura, dell'arte e della condivisione. Sono certa che questa esposizione saprà emozionare i visitatori e rappresenterà un'occasione preziosa di crescita culturale per tutta la comunità”. (ptn/red 289/26)